Notre Maître de la Parole Camara Laye (1928-1980)

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femme en voyage à Ouagadougou

“Je ne pensais qu’à moi-même et puis, à mesure que j’écrivais, je me suis aperçu je que traçais un portrait de ma Haute-Guinée natale“. “Non pensavo che a me stesso, poi mano a mano che scrivevo, mi sono accorto che disegnavo il ritratto de la mia Alta Guinea natale”. Il nostro percorso di contatto con gli autori, scrittori e uomini e donne di parole e di scrittura africani ci porta oggi à una delle figure piu’ ecclettiche e piu’ brillanti che hanno saputo parlare, raccontare, cantare l’Africa attraverso carta e penna e di cui segno e testimoninanza supera oggi tempo e ogni spazio. E’ Camara Laye, Maitre de la Paole (maestro della parola).^

Chi è Camara Laye? e che cosa ci ha lasciato come eredità culturale ed intellettuale?

Camara Laye che è nato il 1° gennaio 1928 nel villaggio di Kouroussa nell’Alta Guinea (Già Guinea francese), attuale Guinea-Conakry di famiglia di religione islamica ed della cosidetta animista fece prima la  scuola coranica (madrash) e quella francese in seguito.  La sua è anche una famiglia di fabbri e di lavoratori di ferro. Trascorse la sua infanzia in ambienti spirituali e tradizionali africani di cui ne è devenuto un fiero cantore nei suoi numerosi scritti letterari.

Dal suo villaggio di Kouroussa si trasferi’ a Conakry (la capitale dell’allora Guinea francese) per proseguire i suoi studi di meccanica dove ottiene il C.A.P (il diploma del Primo ciclo di studi). Poco tempo dopo con una borsa di studio parti’ per la Francia dove provo’ senza successo di ottenere il diploma di ingegnere meccanico, coniugando i suoi impegni tra lavoro, studio e tempo libero. Fondo’ un gruppo folkloristico di jazza a cui diede il nome Guinea. Un giovane studente nel suo primo viaggio all’estero soprattutto in Europa, ma profondamente radicato nella cultura e nella Weltanschaung africana.

Camara Laye che non riusci’ ad avere i successi negli studi di ingegneria meccanica che era il suo sogno fin da piccolo, da quando cioè lavorava nell’officina di fabbro con il suo padre e i numerosi operai ed apprendisti, cade in depressione e sprofonda in una crisi esistenziale senza precedenti. Inoltre Camara Laye si sente avvolgere da un frigido vento di solitude e di nostalgia dei bei momenti che furono i periodi passati nel suo villaggio di Kouroussa. Questa situazione che viene a determinarsi spinge l’allora 23enne guineano a scrivere il suo primo romanzo che è l’Enfant Noir, siamo nel 1953.

Il suo romanzo di esordio, un capolavoro eccezionale, ricco, brillante e pieno di spunti narrativi e letterari. Un libro che è una specie di viaggio che Camara Laye compie con il lettore che desidera portare a fare conoscere le sue tradizioni, i suoi usi e costumi, in breve il suo mondo e la sua gente. Il libro che risulta un documento terapeutico per lo stesso autore che da li’ a poco divenne uno scrittore pluripremiato sia dalla critica che dai lettori desiderosi di conoscere il fascino e il mistero di questo continente che è l’Africa. L’Enfant noir, questo piccolo romanzo di quasi 221 pagine è leggero ed appassionato racconto sull’Africa e in particolare sulla “Haute-Guinée”, racconti intessuti dai ricordi lontani del continente che l’autore evoca con una freschezza  e una generosità piuttosto rare. Anche il lettore attuale potrà scoprire in questo libro usi, fatti, tradizioni che meritano interesse e rispetto in questi tempi di cosmopolitismo culturale. Il nuovo scrittore scriverà il suo secondo romanzo, le regard du roi nel 1954.

Alla vigilia dell’Indipendenza della Guinea francese, su sollecitazione del futuro presidente della Repubblica, Ahmed Sékou Touré, Camara Laye decide di fare ritorno in Guinea che assunse il nome della Guinea Conakry. Egli assumerà importanti funzioni presso il Ministero dell’Infromazione.

Nel suo ultimo romanzo Dramouss pubblicato nel 1966, Camara denuncerà le malversazioni, le atrocità, in breve la deriva dittatoriale del regime di Ahmed Sekou Touré.

Le maître de la Parole comr viene chiamato Camara Laye fu costretto a partire in esilio in Senegal dove fu benevolmente accolto dal presidente scrittore senegalese Léopold Sédar Senghor (che Camara Laye già conosceva durante il suo soggiorno a Parigi).

Camara Laye scriverà infine un pamplet di racconti dei griots, Maitre de la parole che descrivono la nascita dell’Impero del Mali e di Soudjata Keita, il mitico quanto misterioso fondatore dello stesso Impero.

Camara Laye, passa sull’altra sponda del fiume, muore il 2 febbraio 1980 all’età di 52 anni.

A noi africani della Diaspoa e a tutta l’Africa ha lasciato una enorme eredità culturale, di impegno e di rispetto di civlizzazione che potremo sintetizzare con questo annedotto della tradizione  africana: “Si la branche veut fleurir, qu’elle respecte ses racines”.

Ora al termine di questo breve excursus è bello rileggere insieme la poesia che Camara dedica alla sua amata madre alla quale esprime tutto il suo affetto e la sua gratitudine:

A mia madre,

Donna nera, donna africana, O madre mia io penso a te…

O Dâman, o madre mia, io penso a te mi portasti sulla schiena, che mi allattasti, chi guidasti i miei primi passi, che per prima mi apristi gli occhi ai prodigi della terra…

Donna dei campi, donna dei lidi,

donna del grande fiume, o madre mia, io penso a te…

O Dâman, o madre mia, quanto mi piacerebbe ancora esserti vicino,

essere di nuovo fanciullo, accanto a te, che asciugavi le mie lacrime, che allettavi il mio cuore, che sopportavi pazientemente i miei capricci,

Donna semplice, donna della rassegnazione, O madre mia io penso a te…

O Dâman, donna della grande famiglia dei fabbri, il mio pensiero vola sempre verso di te, e il tuo mi accompagna ad ogni passo.

O Donna, O madre mia come mi piacerebbe essere ancora in mezzo al tuo tepore, essere il nuovo fanciullo accanto a te!

Donna nera, donna africana, o madre mia, io ti ringrazio, per tutto quello che hai fatto per me, tuo figlio,

Cosi’ lontano e cosi’ vicino a te.

Camara Laye.

(Presentazione e commento di jean-pierre sourou piessou)

 

 

 

4 commenti a “Notre Maître de la Parole Camara Laye (1928-1980)”

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