Io credo che sia ora di riscoprire per farle riemergere le numerose figure europee che hanno passato lunghi anni della loro esistenza in terra africana per un semplice motivo: per una autentica condivisione dei valori ed degli ideali comuni tra i due mondi, europa e africa. Spesso in quella terra, l’Africa questi cittadini europei (musicisti, scrittori, narratori, pittori, poeti, artisti, navigatori ecc.. ) hanno attinto le loro ispirazioni sia di tipo letterario/poetico che artistico di cui si sono poi serviti per le loro produzioni legendarie ed intramontabili. Il grande poeta portoghese Fernando Pessoa è uno di questi. E’ nato a Lisbona in Portogallo nato nel 1888 poi si è trasferito in Sudafrica dov’è cresciuto e dove ha passato la grande parte della sua età adolescenziale, almeno fino a vent’anni. E’ uno di coloro che hanno avvicinato la cultura africana a quella europea. Non lo dico io. Lo si legge tra i suoi numerosi scritti letterari e poetici. Lo ricordiamo oggi con la poesia che segue…
Quando l’erba crescerà sopra la mia sepoltura
sia quello il segnale per dimenticarmi del tutto.
La Natura non si ricorda mai, e per questo è bella.
E se avessero la necessità malsana di “interpretare” l’erba verde sulla mia sepoltura,
dicano che continuo a verdeggiare e ad essere naturale.
Godo i campi senza badare ad essi.
Mi domandi perché li godo.
Perché li godo, rispondo.
Godere un fiore è stargli vicino incoscientemente
e avere una nozione del suo profumo nelle nostre idee piu’ spente.
Quando ci bado, non godo: vedo.
Chiudo gli occhi, e il mio corpo che giace tra l’erba,
appartiene interamente all’esterno di chi chiude gli occhi-
alla durezza fresca della terra odorosa e irregolare;
e alcunché dei rumori indistinti delle cose è in atto
e solo un’ombra carnea di luce mi pesa lievemente nelle orbite,
e solo un resto di vita ascolta.
Fernando Pessoa




