il poema di Birago Diop (poeta senegalese) dedicato ai nostri antenati della legalità: Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e ai loro agenti di scorta…(uccisi dalla mafia il 23.V.1992)

, in

il magistrato giovanni falcone

Oggi 23 maggio 2012. Sono passati esattamente 20 anni da quando un attentato omicida e barbaro ha tolto di mezzo sull’autostrada nei pressi di Capaci (Palermo) i volti dei nostri concittadini il giudice/magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i loro agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco di Cillo e Vitto Schifani. Almeno la madre terra vi sia leggera e tenera., a voi e alla piccola Melissa Bassi (vostra discepola +2012)…Noi crediamo che non sono morti, né loro, né i loro impegni e le loro idee per la legalità sono finiti sulla strada di Capaci a Palermo. Loro idee e loro gesti camminano con le nostre gambe e su ogni strada dell’esistenza. A questi Antenati della legalità e della responsabilità dedichiamo questo bellissimo poema del grande poeta scrittore senegalese (+1989) della prima diaspora africana (1921-1960)..

                    I respiri (les souffles) di Birago Diop (poeta africano)

Ascolta più spesso le cose

più che le persone.

La voce del fuoco si intende;

ascolta la voce dell’acqua.

Ascolta nel vento

il cespuglio in singhiozzi:

E’ il respiro degli Antenati.

Quelli che sono morti non sono mai andati via

Essi sono qui nell’ombra che si dirada

e nell’ombra che si ispessisce.

I morti non sono sottoterra

essi sono nell’albero che stormisce,

nel bosco che geme

essi sono nell’acqua che scorre,

sono nell’acqua che dorme.

Essi sono nella capanna essi sono nella folla,

I morti non sono morti.

Ascolta più spesso le cose

più che le persone.

La voce del fuoco si intende;

ascolta la voce dell’acqua.

Ascolta nel vento

il cespuglio in singhiozzi:

quelli che sono morti non sono andati via,

essi sono nel cuore della donna,

essi sono nel bambino che vagisce

e nel tizzone che brucia.

I morti non sono sottoterra:

essi sono nel fuoco che muore,

essi sono nelle rocce che gemono,

essi sono nelle foreste, sono nella casa,

I morti non sono morti

Versione francese

Écoute plus souvent

les choses que les Êtres

La Voix du Feu s’entend,

entends la Voix de l’Eau.

Écoute dans le Vent

le Buisson en sanglots :

c’est le Souffle des ancêtres.

Ceux qui sont morts ne sont jamais partis :

ils sont dans l’Ombre qui s’éclaire

et dans l’ombre qui s’épaissit.

Les Morts ne sont pas sous la Terre :

ils sont dans l’Arbre qui frémit,

ils sont dans le Bois qui gémit,

ils sont dans l’Eau qui coule,

ils sont dans l’Eau qui dort,

Ils sont dans la Case, ils sont dans la Foule :

Les Morts ne sont pas morts.

Écoute plus souvent

les Choses que les Êtres

La Voix du Feu s’entend,

entends la Voix de l’Eau.

Écoute dans le Vent

le Buisson en sanglots :

c’est le Souffle des Ancêtres morts,

Qui ne sont pas partis

Qui ne sont pas sous la Terre

Qui ne sont pas morts.

Ceux qui sont morts ne sont jamais partis :

ils sont dans le Sein de la Femme,

ils sont dans l’Enfant qui vagit

et dans le Tison qui s’enflamme.

Les Morts ne sont pas sous la Terre :

ils sont dans le Feu qui s’éteint,

ils sont dans les Herbes qui pleurent,

ils sont dans le Rocher qui geint,

ils sont dans la Forêt, ils sont dans la Demeure,

Les Morts ne sont pas morts

Lascia un commento

realizzazione a cura di