Il mio martedi’ 22 maggio 2012 all’ascolto del maestro DALAI LAMA

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dalai lama

Inizio questo mio racconto di una giornata speciale, quella di martedi’ 22 maggio al palasport di Udine ringraziando il Centro Balducci e il suo fondatore don Pierluigi di Piazza, il centro buddhista di Udine per il dono prezioso offertoci: l’incontro con  la sua Santità Dalai Lama. Queste due realtà hanno realizzato uno dei piu’ grandi sogni che uno fà, poi improvvisamente si realizzano, quelli cioè di poter incontrare, ascoltare, incrociare dei personaggi, testimoni autentici di una storia o di un vissuto. E noi, uno di questi personaggi lo abbiamo ascoltato per ore, senza stancarsi, senza annoiarci e senza appisolarci lo scorso martedì 22 maggio presso il palasport della città di Udine. Io, Paola, Silvano, Alessandro, Sergio e tanti altri eravamo davvero numerosissimi a fare la coda prima e a sederci dopo per vedere, sentire, ascoltare il grande Maestro di spiritualità, di antropologia, di politica e di cultura sociale, il paladino della Libertà e della Responsabilità, nonché il Premio Nobel per la Pace il Dalai Lama.

 Erano già le 8.40 della mattina quando si fromavano in modo piuttosto ordinato ed armonioso con sorrisi e dialoghi amichevoli delle persone di ogni provenienza e di ogni età. Tutte in procinto di entrare nel palasport che per quella giornata di mercoledì sarebbe diventato per me, credo anche per molta gente il luogo ritrovato di alta spiritualità e di cultura della pace e della convivenza civile. Un a’ltra cosa pi cosa impressionante che ho potuto cogliere subito è stata il senso di armonia, di serenità e della tranquillità che anima l’incamminarsi e il sostarsi delle persone che c’erano.

 Un clima davvero surreale, davvero pacifico e sereno. Un clima unificante, carico di sentimento di amicizia e di fratellanza, una atmosfera davvero magica sotto ogni punto di vista. Sia la mattina che nel pomeriggio non ho mai udito voci ululanti o rabbiose. Né grida né lamenti staccavano le mie orecchie  che mi eraa capitato in altre grandi occasioni di manifestazioni sportive o discorsive.

 Una cosa indescrivibile. Non mi sembrava di trovarmi in mezzo a tremila persone, presenti, vive, dialoganti e pensanti. Sarà stato Dalai Lama oppure tutta l’organizzazione ad infondere un clima così sereno e cosi’ umano nei volti e nei gesti dei presenti. Gli ingressi nel palasport erano coordinati dai colori dei biglietti rossi per alcuni e blu per altri, poi dai leggeri controlli di routine da parte della polizia e delle forze dell’ordine che sembravano dei partecipanti normali come noi, intenti all’ascolto anche loro del grande Maestro dell’esistenza in questi tempi di crisi, di omici e di suicidi. Poi dopo pochi minuti si udivano gli annunci dei collaboratori del centro balducci di Zugliano dei friuli che invitavano le persone ad accomodarsi tranquillamente, perché la sua santità Dalai Lama “è tra noi tra pochi minuti”.

In mezzo a noi c’erano anche parecchi monaci che si distinguevano con i loro abiti di colore arancione e rosso e con modi gentili e sereni. Questi monaci ci passavano accanto senza che ne ne accorgessimo. Erano dolci, tranquilli e molto pacifici. Ho notato anche la tranquillità impressionante dei fotografi e dei cosiddetti paparazzi che solitamente sono arroganti, bruschi nei modi e nei gesti soprattutto quando devono fare degli scatti-scoop o speciali che valgono oro e tesoro. Quella mattina di martedi’ 22 maggio, pur essendo molto eccitati e super adaffarati come lo sono di solito, essi manifestavano atteggiamenti di rispetto nei confronti delle persone e del luogo che assomigliava ad un luogo di culto, ma di culto laico, luogo appunto di cultura. Io definirei quel palasport, un Auditorium della cultura della Pluralità e della Diversità umana. Io mi trovavo cosi’ bene da avere lo sguardo pieno, allegro e sorridente. Devo dire che gli sguardi anche degli  altri presenti mi sembravano raggianti e sereni, penso di non essere l’unico a godere  di quella bellissima esperienza d’incontro. Una forma di beatitudine collettiva. Da animista come mi descrivono gli amici europei (perché appartengo alla religione tradizionale africana) mi sono sentito in perfetta sintonia con il maestro Dalai Lama. Ho notato in me una forma di amicizia e di fratellanza empatica e vitale, meglio esistenziale.

All’interno del palasport-Auditorium c’era un bar discretamente attrezzato per l’occasione ( disponeva di bottigliette di acqua naturale e gassata, di vino, di birra, di the,  di panini semplici e di panini infarciti di salame, di mortadella, di cotoletta, di speck, di formaggi ecc..) e di una pulitissima toilette per donne e per uomini.

Dopo pochi minuti dunque che eravamo seduti entrava il Dalai Lama semplicemente umile accompagnato da un gruppo di persone tra cui il grande e fraterno don Pierluigi di Piazza, fondatore del Centro E.Balducci e da poche altre persone che non conosco compresi i monaci. E’ scoccato un leggero e sincero applauso di benvenuto da parte dei presenti che non oso chiamare genericamente il pubblico. Per me sono delle persone concrete, viventi presenti che hanno deciso come ho fatto anch’io con Silvano, Paola, Sergio, Alessandro di compiere questo straordinario viaggio per un incontro con un Fratello dai tratti molto profondi e dolci, il Dalai Lama. Era entrato in sala piano piano senza rumori e clamori.

Tutti noi ci siamo messi in piedi per accoglierlo con sguardi ed applausi leggeri e dolci. Con un cenno di mano egli ha salutato tutti, poi con le mani giunte si è avvicinato ai suoi vicini salutandoli uno ad uno prima di salire sul palco appositamente allestito con sgabelli colorati coi colori della tradizione buddhista e con bandiera tibetana. Poi si è seduto accanto al suo bravissimo discepolo il quale tradurrà tutti gli insegnamenti del maestro dall’inglese all’italiano ai presenti. Anche qui devo dire che il giovane monaco buddhista è stato molto bravo a rendere con dei termini piuttosto ricchi di significato le parole e i gesti del Dalai Lama.

 How! mi dimenticavo un particolare importante. Prima che entrasse il Dalai Lama abbiamo letto in modo collettivo e corale una riflessione del Dalai Lama dal titolo piuttosto impegnativo: Non arrenderti mai!”. Lo vorrei condividere con  voi:

                                          NON ARRENDERTI MAI

  •   Indipendentemente da cio’ che ti accade attorno, non arrenderti mai.

  • Coltiva il tuo cuore.

  • Nel tuo Paese si sprecano troppe energie per sviluppare la mente piuttosto che il cuore.

  • Sii compassionevole.

  • Non solo con i tuoi amici, ma con tutti.

  • Sii compassionevole

  • Adoperati per raggiungere la pace nel tuo cuore e nel mondo.

  • Impeganti per la pace.

  • Ancora una volta ti dico: non arrenderti mai, indipendentemente da cio’ che accade o da quello che succede intorno a te.

  • Non arrenderti mai

  • Adoperati per raggiungere la pace.

Poi l’incontro si è svolto in modo limpido, sereno e bello condito da testimonianze di persone culturalmente impegnate provenienti da diverse aree geografiche come la Palestina, Israele ecc… Con l’intervento di Dalai Lama tutto improntato sul significato del rapporto tra corpo e mente la mattina si è chiusa con i saluti e la condivisione dei panini, acqua e bibite.

Nel pomeriggio invece è stato sempre un momento con Dalai Lama preceduti da due begli interventi di studiosi come  il teologo Vito Mancuso di Milano e primario dell’ospedale di Udine Fabbri. L’intervento del pomeriggio è incentrato sul senso e il significato del male e del bene. Molto bello. Tantissime persone hanno avuto l’opportunitò di riascoltare Dalai Lama per la seconda volta.

Sia alla mattina che nel pomeriggio il saggio Dalai Lama che si è presentato ai partecipanti in modo umile e semplice come bussare alla porta di cuna casa per chiedere ospitalità ha stupito tutti. Era molto disarmato e serenamente pacato senza fare discorsi teorici , astratti e lontani dalle vicende quotidiane. Poi tutti si erano messi a ridere insieme a lui quando ad un certo punto non riusciva a togliere il tappo di una bottiglietta d’acqua per poter sorseggiare l’acqua. Che grandezza di Uomo e di Cittadino! Mi sono venute delle lacrime agli occhi poi mi sono girato per guardare i miei compagni Ale, Sergio, Paola e Silvano, e ho notato che anche loro erano molto commossi. Questo atteggiamento e questo atteggiamento di un credente piuttosto ricca di sensibilità e di profonda umanità vale piu’ di mille discorsi che sentiamo quotidianamente anche dai leaders politici e religiosi. Poi Dalai ha parlato dell’importanza di usare saggiamente l’acqua bene comune per il rispetto della terra e del suo creato e delle persone povere e bisognose. Ha spiegato che non occorre fare tantissime docce al giorno. Ne bastano anche due. Anche qui in coda a questo ragionamento cosi’ umano ci sono stati dei grandi sorrisi, di lui e dei presenti.

E’ una delle cose piu’ autentiche che  mi porto sempre con me in quest0 incontro a dire il vero molto bello e molto autentico com’è autentico lo stesso Dalai Lama. Uomo e Cittadino cosmopolita che non ha mai usato invano né il nome di dio né quello della sua credenza. Perché ci ha insegnato il dio vero è quello delle piccole cose con piccoli gesti/passi e camminare con lui aiuta ad aprire gli sguardi su orizzonti piu’ lontani.

Grazie Dalai Lama, maestro di esistenza e di umanità. Spero che ci vediamo ancora!

Buon cammino …

Jean-Pierre Sourou Piessou

3 commenti a “Il mio martedi’ 22 maggio 2012 all’ascolto del maestro DALAI LAMA”

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